Whenever I discuss religion, church, religion and way of living with a Catholic friend, I fall for an average of arms: there is nothing more futile and frustrating than trying to show certain things to those who consider granite topics as untouchables and leaves no room ad alcuna dialettica. Ci tengo a premettere che io NON sono anticlericale, credo fermamente nella libertà di professare il proprio culto, qualunque esso sia nella maniera che si preferisce. Credo anche nella libera manifestazione del pensiero, cardine della società occidentale nata dal liberalismo classico, e quindi ritengo che sia un diritto sacrosanto professare un'idea quanto dire tutto il male possibile su di essa.
In quanto liberale, io sono un convinto assertore della laicità intesa come libertà (sempre entro i limiti inderogabili del c.d. primicipio del "neminem laedere") di non essere obbligati a sottostare ad imperativi morali ed a condotte di vita che non si condividono.
Quindi quando parlo in modo pesantemente critico of a religion, especially of those religions that I think today is getting worse global quality of life in the world (Islam in the first place, then follow Catholicism), I merely challenge their pervasiveness, their continued willingness want to impose on all of its moral precepts. A wise believer will reply, "Yes, for me the religious precepts are an expression of absolute truth, then - as an absolute - by definition they are all subject to it, in other words, it is good for everyone, so I think everyone should obey ". First, even with all this content rispondesssero .. and besides you can easily replicate them that if nothing prevents you from doing some assugere precetti morali a "massimo bene per l'umanità intera" del resto nulla impone che tale verità sia resa cogente: che sia imposta per via legislativa (temi bioetici cattolici in Italia) o peggio con la violenza (vedi islam radicale e le continue minacce e violenze da esso perpetrate ai danni dell'occidente e dei musulmani moderati).
E' la scissione tra morale e diritto che manca a queste concezioni della vita, la scissione tra peccato e reato. Sarebbe lungo qui ripercorrere il serrato interccio che lega diritto e morale lungo le complesse direttrici della filosofia, della sociologia e la teoria del diritto. Mi basta semplicemente ricordare che quello che mi ha sempre fatto ritenere il pensiero liberale come il migliore tra quelli attualmente elaborati è il fornire linee guida, shapes of mind più che imperativi dettagliati. In tutti i pensieri totalizzanti (tra i quali entrano a pieno titolo anche le religioni atee, come il comunismo ed i vari nazionalismi totalitari) la vita di un individuo è strettamente irregimentata in una serie di diktat, che nel loro complesso compongono una concezione secondo la quale l'individuo stesso finisce per dissolversi, nella massa dei fedeli o nelle classi sociali.
Nel pensiero liberale avviene il percorso inverso: si parte da un principio di fondo, il neminem laedere, la libertà totale finchè non si danneggiano gli altri, per poi fornire la specificazione di esso nei vari campi della vita (economico, sociale, etc.) ed eventualmente apportarvi alcuni correttivi minimi. Ma la concezione di base che pervade la vita di un liberale è un'ampio e residuale spazio per la libertà del singolo. Per questo il liberalismo è tolleranza e il pensiero confessionale è tendenzialmente imposizione. Brutalmente, il liberalismo dice: "se non crei danno ad alcuno tu sei libero di vivere come vuoi"; i pensieri totalizzanti al contrario partono negando questa premessa e dicono: "questi sono i confini entro i quali devi vivere e muoverti: entro di essi e solo entro di essi sei libero". Questi ultimi elevano rozzamente la morale a diritto ("cio che è infinitamente buono per noi DEVE esserlo per tutti") il liberalismo eleva a diritto una generale libertà e rende cogente solo ciò che violet or puts at risk.
be clear then, in my opinion is a minority of believers who understand this complex relationship between law and morality and liberal array that is fully aware that it is thanks to the West in recent centuries has made progress improving quality of life in a way unthinkable at the dawn of the modern age. It 'absolutely possible, in other words, they are believers and liberals: Liberalism does not postulate never atheism. Liberalism posits instead ALWAYS secularism, or the option granted to others to live their lives (especially the private one) as they see fit, as long as they do not create more harm to others. When most of Catholics and Muslims internalize this simple concept then also Italy and the Islamic countries will rise to a level of social and economic freedom and a tolerant attitude to their countries, often Christians, but where the separation between the sacred and the profane, church and state, has always been conceived as an essential component of quality of life. Greetings
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